La stima del -8% contenuta nel Def di aprile sarà rivista a settembre con un probabile peggioramento nonostante le previsioni ottimistiche dell’Esecutivo negli scorsi mesi
Le quattro più grandi economie europee sono tutte in grave recessione se pur con intensità e prospettive diverse quanto a velocità di uscita dalla crisi
Come anticipato dal Sole 24 Ore, l’idea è quella di agevolare fiscalmente una spesa fino a 5mila euro: non per tutto. Oltre ai consumi in bar e ristoranti si starebbe valutando di incentivare con uno sconto a carico dello Stato gli acquisti di abbigliamento o elettrodomestici, tra i settori più in sofferenza
Non si potrà ricorrere all’arma del deficit ancora per molto. Per incrementare la produttività dell’intera economia nazionale occorre puntare al sostegno della crescita, attraverso la combinazione di riforme strutturali e investimenti pubblici e privati
Il dato congiunturale del Pil è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i comparti produttivi, dall’agricoltura, silvicoltura e pesca, all’industria, al complesso dei servizi. La variazione acquisita per il 2020 in Italia è pari a -14,3%.
Crescono le richieste delle imprese per i finanziamenti oltre i 30 mila euro: +30% in venti giorni. Molte domande non servono più per la liquidità ma per far ripartire gli investimenti
Il provvedimento che sarà varato la prossima settimana – tra il 5 e il 6 al momento le date più probabili – dovrebbe chiudere la serie di interventi anti-crisi messi in campo per decreto dal governo da marzo ad oggi
Era richiesta la maggioranza qualificata (161 voti), ossia la metà più uno dei componenti dell’Aula e non dei presenti come avviene per le votazioni ordinarie. Il centrodestra si è astenuto. L’Aula del Senato ha approvato anche la risoluzione presentata dai capigruppo di maggioranza sul Programma nazionale di riforma 2020. Il voto a favore è arrivato con 169 sì e 137 no.