Martedì 31 ottobre scade la prima o unica rata per tre milioni di contribuenti ma saranno tollerati i versamenti fino al 6 novembre. Chi non paga sarà escluso
Per le lavoratrici confermati i “sconti-figli”. Arrivano le penalizzazioni sulla “fetta retributiva” per le uscite anticipate con almeno 63 anni e 42 di versamenti. Con l’Ape sociale “rivista” il requisito anagrafico sale a 63 anni e 5 mesi. Restrizioni sui canali di pensionamento anticipato con finestre dilatate a ritorno nel 2025 all’adeguamento automatico alla speranza di vita. Tagli alla rivalutazione degli assegni superiori a 10 volte il minimo
Decontribuzione per lavoratrici con figli. Esclusione titoli di Stato dal calcolo Isee.Incremento della misure di supporto per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido. Sono alcune delle misure contenute nel capitolo “Famiglia, pari opportunità e politiche di intervento in materia sociale” all’interno della bozza della manovra
Per la “bionda” tradizionale la manovra interviene su due delle tre le componenti fiscali che incidono sul prezzo finale del pacchetto: specifica e onere fiscale minimo. Non aumenta la variabile
Grazie alle nuove norme contenute in uno dei decreti legislativi approvati il 23 ottobre dal Cdm cambia il rapporto con il fisco attraverso interventi che vanno a revisionare il principio del contraddittorio, a migliorare e semplificare la disciplina degli interpelli e delle circolari che l’amministrazione finanziaria mette a disposizione dei contribuenti. Si definiscono meglio i contorni dell’autotutela
La strategia delineata dal viceministro all’Economia è prevista dal decreto legislativo sul fisco internazionale approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri lunedì 16 ottobre, in attuazione della delega fiscale. Oltre al reshoring di aziende, il dlgs ha previsto che ai lavoratori dipendenti o autonomi che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia sarà riconosciuto, dal 2024, un nuovo regime agevolato per un massimo di 5 anni