Si porrà il problema di dove reperire le risorse per la prossima legge di Bilancio. A conti fatti, la base di partenza non si allontana di molto dai 20 miliardi che serviranno solo a confermare per un altro anno alcune delle misure portanti della manovra 2024, finanziate solo per un anno: 10 miliardi per il taglio del cuneo fiscale (7% dei contributi previdenziali per i redditi fino a 25 mila euro, 6% per i redditi fino a 35 mila euro), 4,3 miliardi per la nuova Irpef, che è passata da quattro a tre aliquote, con l’accorpamento dei primi due scaglioni (con l’aliquota del 23% applicata sui redditi fino a 28mila euro)
Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato del 4,7%, ma al netto dell’inflazione il loro potere d’acquisto si è ridotto dello 0,5%. La spesa per consumi finali cresce del 6,5% e la propensione al risparmio delle famiglie cala al 6,3%, dal 7,8% del 2022, toccando il minimo dal 1995
Pubblicata la relazione conclusiva dell’andamento produttivo del 2023 accompagnata dai flussi di cassa. Balzo degli accertamenti su entrate contributive e prestazioni indebite.
In un mese ci sono 142mila lavoratori permanenti in più. L’occupazione però cresce solo tra gli uomini e gli over25. Giù gli inattivi, male gli autonomi.
Il primo incontro dal ministro Urso sarà oggi quello sulla fabbrica di Melfi. Il giorno dopo toccherà a Mirafiori, uno degli stabilimenti sul quale si concentrano le maggiori preoccupazioni dei sindacati.